Chi siamo

Vol.To è un’associazione riconosciuta composta, ad oggi, da 158 soci diretti, di cui n. 151 di primo livello e n. 7 di secondo livello; complessivamente Vol.To annovera 271 soci diretti e indiretti (per quanto concerne i soci dei soci di secondo livello, si è fatto riferimento ai soggetti autonomi aventi sede nell’area metropolitana di Torino che, pertanto, concorrono singolarmente e senza duplicazione alla definizione del numero di 271 soci diretti e indiretti).

Vol.To persegue le proprie finalità statutarie ponendo in essere attività a ciò ordinate e, sulla base delle deliberazioni assunte dall’Organismo Nazionale di Controllo (ONC), svolge la funzione di Centro di Servizio per il volontariato della provincia di Torino.

Vol.To mette a disposizione delle Associazioni di Volontariato del territorio di competenza una vasta gamma di servizi, iniziative e attività con l’obiettivo di sostenere, rendere più efficace e qualificata la loro azione al servizio delle persone e della società.

Le azioni congiunte del Centro Servizi e delle Organizzazioni di Volontariato prendono vita da una comune fonte valoriale, ispirata alla solidarietà umana, alla gratuità e alla condivisione.

I principi ispiratori dei servizi erogati mediante risorse del FUN

In conformità a quanto indicato in sede di presentazione della manifestazione d’interesse in precedenza richiamata, Vol.To opera nel rispetto dei principi di cui all’art. 63 c. 3 del D. Lgs. 117/2017 così come di seguito declinati:

  • Qualità

I servizi sono erogati in modo da assicurare la migliore qualità possibile, tenendo conto delle risorse attribuite per l’esercizio 2020; la qualità sarà rilevata attraverso il coinvolgimento di utenti e soci con l’adozione di questionari e la raccolta di suggerimenti/reclami.

Le risultanze di tale processo saranno pubblicate nel bilancio sociale 2020.

Nel corso del 2020, Vol.To proseguirà il percorso avviato nel 2019 avente come obiettivo la rilevazione dei bisogni e l’analisi delle esigenze formative degli ETS del territorio di riferimento.

  • Economicità

In correlazione diretta con il principio di qualità, Vol.To organizza e gestisce la propria attività e i propri servizi al minor costo possibile; le procedure per gli acquisti di beni e servizi sono definite nel Regolamento Economale, pubblicato sul sito internet, che contempla procedure di selezione dei fornitori diversificate in ragione dell’importo della spesa programmata (a seguito di comparazione delle offerte, a parità di fornitura viene scelto il fornitore più economico).

  • Territorialità e prossimità

Gli indirizzi e gli orari di apertura relativi alle sedi in precedenza richiamate sono pubblicati ed aggiornati sul sito web; anche in considerazione degli investimenti in tecnologia informatica realizzati nel corso del 2019 e all’ICT, sono messe a disposizione metodologie di relazione e comunicazione tra la sede centrale e gli sportelli territoriali atti a ridurre le distanze con l’utenza, diminuire gli spostamenti fisici verso Torino e operare quotidianamente secondo il principio di prossimità.

Le sedi sono dotate di postazioni per web conference; il personale, qualificato e formato, è presente in loco secondo gli orari di apertura pubblicati.

I servizi sono erogati e le attività sono svolte prevalentemente in favore dei volontari degli enti presenti e dei cittadini che vivono nel territorio di competenza.

  • Universalità

Vol.To offre pari opportunità di accesso, agendo per raggiungere il maggior numero possibile di beneficiari, compatibilmente alle risorse disponibili e ai principi di erogazione dei servizi.

La declinazione delle tipologie di destinatari e del processo di accreditamento sono oggetto di specifici approfondimenti nei paragrafi successivi.

  • Integrazione

Vol.To coopera con vari enti, istituzioni ed attori del territorio di riferimento e con gli altri CSV della stessa regione, con altri CSV in Italia ed è socio di CSVnet.

Tra i CSV aderenti a CSVnet delle regioni Piemonte e Valle d’Aosta sono attive collaborazioni operative e progettuali; anche la declinazione della presente programmazione nasce da un lavoro comune realizzato nei mesi di novembre/dicembre che, partendo dall’analisi e dalla comparazione di strumenti tecnici, metodologie e regolamentazioni operative, ha portato all’individuazione di comuni elementi volti alla declinazione delle linee guida ONC/OTC per il 2020.

  • Pubblicità e trasparenza

Vol.To rende nota l’offerta dei servizi alla platea dei propri destinatari attraverso la carta dei servizi, il sito web (http://www.volontariatotorino.it/), i canali social, materiale informativo dedicato, newsletter, momenti di presentazione all’utenza, il bilancio sociale pubblicato sul sito.

Vol.To, socio di CSVnet, intende prendere parte a tutti i percorsi attivati ora e in futuro che porteranno ad una risposta di sistema relativamente a strumenti di verifica della qualità dei servizi erogati dai CSV.


Leggi la storia di V.S.S.P. e di Idea Solidale

Il contesto di riferimento

Il CSV Vol.To opera sul territorio della provincia di Torino, area che al 31 dicembre 2018 vede una popolazione pari a 2.269.120 residenti (48% uomini, 52% donne) di cui il 39% risulta residente nella Città di Torino. La struttura della popolazione evidenzia il cambiamento avvenuto negli ultimi decenni come conseguenza dell’invecchiamento della popolazione e la correlata contrazione delle nascite: -19% la fascia dei giovani-adulti (tra i 25 e i 44 anni d’età) + 14% gli anziani (over 75). Pochi giovani residenti e con difficoltà a trovare una collocazione lavorativa con un tasso di disoccupazione che tra i ragazzi dai 15 ai 24 anni è pari al 57,8 per cento, mentre tra le ragazze arriva al 64,4 per cento (Rapporto Rota 2019).

Altro fenomeno che purtroppo ben rappresenta la situazione attuale della provincia di Torino è il tasso di impoverimento della popolazione. Analizzando la distribuzione per fasce economiche, è aumentata la consistenza sia delle fasce benestanti (chi guadagna da 30.000 a 50.000 euro annui), sia di chi vive in povertà. In particolare, la quota di coloro che dispongono di meno di 1.000 euro annui è cresciuta di quasi il 10% nell’ultimo decennio. Se si considera anche il numero di cittadini che non compilano più la dichiarazione dei redditi (perché hanno perso il lavoro o hanno redditi talmente bassi da non dover presentare la dichiarazione), la quota sale a circa un quinto dei residenti maggiorenni. Anche nel contesto torinese, risulta ben evidente la presenza dei lavoratori poveri. I dipendenti e gli autonomi con un reddito inferiore alla soglia di 1.000 euro mensili sono pari a circa il 22%. La condizione di working poor – ossia di chi, pur lavorando, vive in povertà – colpisce soprattutto le fasce precarie del mercato del lavoro, chi alterna periodi di disoccupazione e “lavoretti” di breve durata, e caratterizza oggi molti stranieri e molti giovani.

Per tentare di fermare l’aumento dei processi di impoverimento che stanno travolgendo quote sempre più ampie di popolazione non basta, però, affrontare solo gli aspetti materiali. Le “nuove povertà”, infatti, sono un fenomeno multidimensionale in cui convivono diversi livelli di bisogni: i bisogni primari, relativi alla disponibilità di beni materiali di sopravvivenza (cibo, casa, farmaci); quelli secondari, la cui soddisfazione implica la responsabilità delle istituzioni (salute, igiene, assistenza, scuola, etc.); i bisogni relazionali, relativi alla caduta dei legami comunitari ed alla mancanza di rapporti interpersonali che hanno come conseguenza una difficoltà a partecipare pienamente alla vita della società e quindi una spiccata situazione di esclusione sociale.

La mancanza o la precarietà del lavoro genera un peggioramento generale delle condizioni economico – sociali. La condizione di povertà in senso monetario costituisce, infatti, un vincolo al raggiungimento di un pieno potenziale da parte degli individui a causa della frequente associazione di tale condizione con condizioni di salute, di benessere e di istruzione non adeguate. Le condizioni di povertà e di svantaggio sociale sono associate a una maggior frequenza di fattori di rischio individuali per danni alla salute, a stili di vita meno salubri, ad ambienti di vita più degradati e con minore integrazione sociale. Le evidenze scientifiche mostrano come gli esiti peggiori di salute siano più presenti fra le persone più svantaggiate e come le politiche rivolte ad affrontare il disagio sociale abbiano un impatto rilevante sul miglioramento degli indicatori di salute.

Recenti indagini ci mostrano, inoltre, come sul territorio vi sia un serio rischio di impoverimento per le persone che si trovano oggi ad affrontare uno stato di non autosufficienza e per le loro famiglie. In questa prospettiva, le politiche non dovrebbero preoccuparsi soltanto di affrontare la malattia, ma soprattutto di promuovere la salute attraverso azioni di ampio raggio, che rendano i cittadini capaci di fare scelte responsabili per il proprio benessere: sono sempre più robuste le evidenze che attestano, ad esempio, quanto l’attività fisica e il tenere allenate le facoltà cognitive siano efficaci nel prevenire le forme di decadimento cognitivo.

Guardando al tessuto associativo del territorio della provincia di Torino si registra una presenza di ETS quantificabile nel 45% degli oltre 5.500 ETS piemontesi, risultanti dalla consultazione dei registri ODV, APS e anagrafe onlus. Qualora la totalità dei soggetti attesi sul territorio della provincia di Torino confermasse il possesso dei requisiti di accreditamento di seguito descritti, il bacino di utenza del CSV si attesterebbe, pertanto, a circa 2.500 ETS (oltre il doppio rispetto alle 1.182 OdV iscritte al registro per la provincia di Torino).

La sfida che Vol.To si assume per il 2020 è quella di essere al fianco del terzo settore per aiutarlo a ricreare un tessuto sociale inclusivo che da un lato sostenga i nuovi bisogni e dall’altro sia da stimolo alla politica, al pubblico affinché crei un nuovo modello di welfare: innovativo, sostenibile, inclusivo.

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