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Programma UBUNTU: Un desiderio di Pace

Ambito territoriale:

Regione Piemonte (province di Cuneo, Biella, Vercelli, Asti, Città Metropolitana di Torino, Città di Torino) e Regione Valle d’Aosta

Cornice generale ed obiettivi Agenda 2030

Il titolo del programma è UBUNTU: Un desiderio di Pace. Il termine Ubuntu è espressione in lingua bantu, famiglia linguistica africana, e letteralmente significa benevolenza verso il prossimo. Il significato reale del termine però, come succede spesso, supera quello letterale e deve essere letto all’interno della cornice dell’ideologia africana sub-sahariana che promuove la lealtà, la compassione e il rispetto reciproco delle persone. L’Ubuntu deve quindi essere considerato un vero e proprio imperativo morale che esorta a sostenersi e aiutarsi reciprocamente, a prendere coscienza non solo dei propri diritti, ma anche dei propri doveri gli uni nei confronti degli altri.

I progetti che fanno riferimento al presente programma si propongono, nel loro insieme, di implementare esperienze dal contenuto particolarmente innovativo, volte a favorire la collaborazione tra soggetti del Terzo Settore e gli Enti pubblici, con il coinvolgimento di operatori volontari. Tutte le esperienze proposte si collocano nell’ambito della Promozione della pace e diffusione della cultura dei diritti e loro tutela, anche per la riduzione delle ineguaglianze e delle discriminazioni.

I progetti del presente programma contribuiranno concretamente al raggiungimento di alcuni degli obiettivi di Sviluppo Sostenibile individuati dall’Agenda 2030 che, più o meno direttamente, sono rivolti al sostegno dell’incremento del rispetto e dell’aiuto reciproco:

  • L’obiettivo 4: Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti.
  • L’obiettivo 5: Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze.
  • L’obiettivo 10: Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le nazioni.
  • L’obiettivo 16: Pace, giustizia e istituzioni forti.

Occasione di incontro/confronto con i giovani

Le occasioni di incontro e confronto con i giovani operatori volontari saranno un mezzo per sottolineare l’importanza del ruolo che essi ricoprono all’interno singoli dei progetti, per trasmettere loro il significato e i valori di questa esperienza, per favorire il senso di appartenenza alla comunità del Servizio Civile, ma anche per accrescere le loro competenze ed acquisirne di nuove.
Verranno, quindi, organizzati tre momenti di incontro e confronto, rispettando la capienza massima prevista per i lavori in gruppo, che coinvolgeranno tutti i ragazzi impiegati nel presente programma di intervento.

  1. Presentazione – Durata 4h
    Il primo incontro avrà luogo entro i primi due mesi di servizio presso la sede di uno degli enti coprogrammanti e vedrà la partecipazione di tutti gli operatori volontari impiegati nel presente programma di intervento
  2. Debate – Durata 6h
    Ispirandosi al mondo anglosassone, si vuole proporre un incontro in cui verrà utilizzato lo strumento didattico del Debate o Dibattito argomentativo.
  3. Incontro finale: il futuro del Servizio Civile
    Facendo tesoro delle sfide affrontate in occasione dalla pandemia, occorre prevedere una specifica funzione del Servizio civile, e dei giovani in esso coinvolti, come risorse preziose di “difesa e protezione civile” a dimensione territoriale, nazionale e sovranazionale.

Dal momento che i veri protagonisti di questa esperienza sono i giovani, in questo ultimo incontro, saranno coinvolti attivamente nella riprogettazione del ruolo del Servizio civile, anche facendo tesoro delle esperienze maturate nei rispettivi progetti.

Poiché il presente programma coinvolge realtà molto attive nella promozione dei diritti, oltre alla ONG MAIS, anche la rete dei nodi antidiscriminazione, intendiamo organizzare un evento a Torino ed uno ad Asti (in collaborazione con l’ente di rete Uni-Astiss) che abbiano come tema la promozione della pace e dell’uguaglianza e al cui interno verranno previsti:

  • incontri informativi relativi alle discriminazioni più diffuse in Italia e nel mondo;
  • attività di sensibilizzazione attraverso giochi di ruolo, visione di documentari e testimonianze di vittime di discriminazioni;
  • momenti dedicati a tutte le associazioni facenti parte del presente programma d’intervento in cui potranno presentare le attività svolte all’interno del progetto di Servizio Civile alla comunità.

L’obiettivo è duplice:

  • sensibilizzare la cittadinanza mostrando il lavoro che ogni giorno il mondo del terzo settore svolge in favore delle persone più fragili, in modo da stimolare le persone ad adottare un comportamento più solidale;
  • favorire la creazione di una rete, sia tra i giovani operatori volontari sia tra le associazioni, che possa costituire un punto di partenza per l’ideazione di future collaborazioni volte al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.

Enti partner del programma

  • Ente coprogrammante: Comune di Asti
  • TESC (TAVOLO ENTI DI SERVIZIO CIVILE)
  • MAIS
  • Polo Universitario Rita Levi Montalcini ASTISS

Valutazione delle competenze acquisite

Durante lo svolgimento del progetto saranno somministrate ai volontari delle specifiche schede che facilitano la rilevazione delle competenze in ingresso ed in uscita al fine di evidenziare in quale misura le competenze dichiarate acquisibili sul progetto sono state effettivamente apprese.
Le varie rilevazioni saranno parte di un documento di sintesi finale (Attestato specifico) che, incorporando anche l’eventuale documentazione prodotta dagli stessi volontari durante il progetto, riporterà gli esiti di ogni progetto e rileverà lo scarto dalle previsioni di partenza.

Progetti associati al programma

– Tra parentesi l’Ente titolare del progetto

  1. ImPARIamo – percorsi nella scuola per la promozione di una cultura inclusiva – Centro Territoriale per il Volontariato e Coordinamento Solidarietà Valle d’Aosta (Vol.To)
  2. Le cose che abbiamo in comune – Società Solidale (Vol.To)
  3. Nessuno escluso: in-formazione nelle periferie urbane – Ass. Difendiamo il futuro e Nuova Generazione (Vol.To)
  4. Quando le parole diventano libertà – Consultorio “Francesca Baggio” (Comune di Asti)

 

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