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L’organo di controllo per gli Enti del Terzo settore: è il momento della nomina

Una disposizione del codice del terzo settore dispiega i suoi effetti già nell’anno in corso, e interessa le ODV, APS ed ONLUS che abbiano alcuni requisiti dimensionali . Vediamola meglio:

Come tutti sappiamo, l’articolo 30 del codice del terzo settore prevede l’obbligo di dotarsi di un organo di controllo per quegli Enti del Terzo Settore (e, ai sensi del 3° comma dell’art. 101 del codice stesso sono da considerarsi tali – durante il regime transitorio in attesa dell’operatività del Registro Unico quelli iscritti in uno dei registri di settore attualmente esistenti) che raggiungono per due esercizi consecutivi almeno 2 dei seguenti 3 limiti:

– attivo dello stato patrimoniale: 110.000 euro;
– ricavi, rendite, proventi e comunque entrate comunque denominate: 220.000 euro;
– dipendenti occupati (in media) durante l’esercizio: 5 unità

Poiché i due esercizi successivi all’approvazione del codice sono il 2018 ed il 2019, occorre che, all’atto dell’approvazione del bilancio 2019 (che per molti Enti è avvenuto, avvalendosi del posticipo della scadenza permessa dalle disposizioni connesse alla pandemia in corso, nello scorso ottobre) si verifichi se si sono generate le condizioni che rendono obbligatoria la nomina di quell’organo (ovvero i due esercizi consecutivi di “superamento” e, di conseguenza, si provveda alla sua immediata nomina).    

Rammentiamo che l’individuazione dei componenti l’organo di controllo (che può essere anche monocratico) non è “libera” ma deve avvenire facendo in modo che almeno uno di essi appartenga  alle categorie indicate al 2° comma dell’art. 2397 del codice civile .

Stesso discorso (verifica se sussistono le condizioni che rendono obbligatoria la nomina) riguarda il “revisore legale dei conti” che l’art. 31 del codice dispone sia nominato se, anche qui per due esercizi consecutivi, si superano due dei parametri sottoelencati :

– attivo dello stato patrimoniale  : 1.100.000 euro;
– ricavi, rendite, proventi e comunque entrate comunque denominate: 2.200.000 euro;
– dipendenti occupati ( in media ) durante l’esercizio: 12 unità.

Rinviamo, comunque, alla consultazione, in merito, degli articolo 30 e 31 del D.Lvo 117/2017 ( codice del terzo settore).

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