Ago Bussolino, Volontariato, Vol.To, News, Centro Servizi, Torino, Terzo Settore, ETS

La trasmissione dei dati relativi alle erogazioni liberali ricevute

Un decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze ha risolto l’incertezza rispetto all’obbligo di trasmissione dei dati riguardanti le erogazioni liberali ricevute da una vasta platea di Enti non-profit. Vediamone il contenuto.

Con decreto del 3 febbraio scorso il Ministero dell’ Economia è intervenuto sulla questione relativa alla “trasmissione telematica dei dati riguardanti le erogazioni liberali in denaro “ ricevute da alcune categorie di enti non-profit.

Tali Enti sono le Onlus (anche quelle “automatiche”, come ad esempio le organizzazioni di volontariato iscritte  nei registri regionali) le APS iscritte negli appositi registri e le associazioni e fondazioni riconosciute che operano in particolari ambiti (ricerca scientifica, promozione e tutela del patrimonio artistico, culturale, paesaggistico) .

La trasmissione dei dati (ovvero l’elenco delle erogazioni ricevute, i relativi importi  e la comunicazione delle persone fisiche autrici  delle erogazioni) deve avvenire in tutti i casi in cui l’Ente sia a conoscenza del  Codice Fiscale del donatore.

Il termine per la trasmissione dei dati– che deve avvenire telematicamente, secondo modalità tecniche che verranno successivamente stabilite con un provvedimento del Direttore dell’ Agenzia delle Entrate – è fissato al 28 febbraio. 

L’obbligo di trasmissione :

  • Per le erogazioni ricevute nel 2020 > è facoltativo( non vi è sanzione per la mancata trasmissione ma solo se, in caso di trasmissione, si sia generato – colposamente o dolosamente – un danno per l’erario );
  • Per le erogazioni ricevute nel 2021 > è obbligatorio solo per gli Enti che, nel medesimo esercizio, abbiano conseguito entrate complessive per oltre un milione di €, diversamente rimane facoltativo;
  • Per le erogazioni ricevute dal 2022 in poi, > è obbligatorio solo per gli Enti che, nel medesimo esercizio, abbiano conseguito entrate complessive per oltre 220.000 €, diversamente rimane facoltativo.

A questo link troverete il testo integrale del decreto 3 febbraio 2021.

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