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I modelli di rendicontazione

Per la prima volta, il Terzo settore italiano avrà un modello unificato di rendicontazione. Così come per le società “profit”, infatti, anche gli Enti del Terzo settore (ETS) avranno l’obbligo di redigere il proprio bilancio consuntivo utilizzando schemi uniformi a partire da quello relativo all’esercizio 2021.

Con il decreto ministeriale previsto dall’art. 13 del Codice del Terzo settore, emanato il5.3.2020 e pubblicato in GU il 18 aprile 2020 sono stati infatti pubblicati gli schemi contenenti i modelli di bilancio e rendicontazione da adottare. 

L’obiettivo del legislatore con questo ulteriore strumento messo in campo è quello di garantire una maggiore uniformità delle modalità di rendicontazione delle risorse economiche e finanziare che a vario titolo pervengono agli enti di terzo settore, sia per una comprensione più immediata ed oggettiva dei dati di bilancio, sia – in prospettiva – per una loro compiuta comparabilità nel tempo e nello spazio.

Tale decreto completa quindi il quadro della “strumentazione” a disposizione degli ETS, aggiungendosi alle già emanate linee guida sul bilancio sociale e alle linee guida sulla valutazione di impatto sociale.

Come  già detto, i modelli saranno obbligatori per rendicontare il bilancio del 2021 che – come noto – dovrà essere approvato da parte dell’assemblea degli ETS nella primavera del 2022 .

I moduli sono diversificati a seconda che l’ ETS ricada  in una o nell’altra delle situazioni previste dall’ art. 13 del CTS.  L’individuazione di tali categorie dipende dal volume complessivo dei ricavi complessivi conseguiti nell’anno precedente.

Gli Enti che abbiano avuto entrate superiori a 220.000 € dovranno redigere un bilancio d’esercizio simile a quello “civilistico” composto da: stato patrimoniale, rendiconto gestionale e relazione di missione ( utilizzando, perciò, i modelli “A” , “B” e “C”) .

Invece gli Enti le cui entrate non abbiano raggiunto tale valore “limite” potranno scegliere di redigere solamente un rendiconto per cassa , utilizzando il modello “D”


—> Alcune risposte alle domande più frequenti e comuni sui modelli di rendicontazione le puoi trovare già QUI.

 

> Ecco, di seguito, riportati i modelli A, B, C, D

MOD. A
STATO PATRIMONIALE
Lo stato patrimoniale deve essere redatto in conformità al seguente schema:
Qui una tabella riassuntiva realizzata da Cantiere terzo settore

MOD. B
RENDICONTO GESTIONALE
Il rendiconto gestionale deve essere redatto in conformità al seguente schema:
Parte di provvedimento in formato grafico

MOD. C
RELAZIONE DI MISSIONE
Qui una tabella riassuntiva realizzata da Cantiere terzo settore

MOD. D
RENDICONTO PER CASSA
Il rendiconto per cassa deve essere redatto in conformità al seguente schema:
Parte di provvedimento in formato grafic

 

Inoltre, in appendice al decreto e per facilitare la redazione degli schemi,è riportato anche un: GLOSSARIO SULLE POSTE DEL BILANCIO

Stato patrimoniale

Quote associative o apporti ancora dovuti – importi esigibili da parte dell’ente nei confronti di associati o fondatori a fronte di quote associative o apporti dei soci fondatori.

Avviamento – attitudine dell’azienda eventualmente acquisita dall’ente a produrre utili che derivino o da fattori specifici che, pur concorrendo positivamente alla produzione del reddito ed essendosi formati nel tempo in modo oneroso, non hanno un valore autonomo, ovvero da incrementi di valore che il complesso dei beni aziendali acquisisce rispetto alla somma dei valori dei singoli beni, in virtu’ dell’organizzazione delle risorse in un sistema efficiente.

Crediti – diritti ad esigere, ad una scadenza individuata o individuabile, ammontari fissi o determinabili di disponibilità liquide, o di beni/servizi aventi un valore equivalente, da clienti o da altri soggetti.

Crediti (immobilizzazioni finanziarie) – crediti derivanti dalle attività di finanziamento e similari, indipendentemente dalla durata degli stessi.

Crediti da 5 per mille – importo assegnato a seguito della pubblicazione dell’elenco finale dei beneficiari, delle preferenze espresse e del valore del contributo del 5 per mille assegnati secondo quanto riportato nel sito dell’Agenzia delle entrate.

Crediti (attivo circolante) – crediti derivanti dallo svolgimento dell’attività non finanziaria, indipendentemente dalla durata degli stessi.

Fondo di dotazione dell’ente – fondo di cui l’ente del Terzo settore può disporre al momento della sua costituzione.

Patrimonio vincolato – patrimonio derivante da riserve statutarie vincolate nonché da riserve vincolate per scelte operate dagli Organi istituzionali o da terzi donatori.

Patrimonio libero – patrimonio costituito dal risultato gestionale degli esercizi precedenti nonché da riserve libere di altro genere.

Avanzo/disavanzo d’esercizio – eccedenza dei proventi e ricavi rispetto agli oneri e costi dell’esercizio contabilizzati come tali secondo il principio della competenza economica.

Debiti – passività di natura determinata ed esistenza certa, che rappresentano obbligazioni a pagare ammontari fissi o determinabili di disponibilità liquide, o di beni/servizi aventi un valore equivalente, di solito ad una data stabilita. Tali obbligazioni sono nei confronti di finanziatori, fornitori e altri soggetti.

Debiti per erogazioni liberali condizionate – debiti contratti a fronte di erogazioni liberali che possono essere considerate come acquisite in via definitiva dall’ente al verificarsi di un predeterminato fatto o al soddisfacimento di una specifica situazione. Ai fini dell’iscrizione del debito nella voce in oggetto, occorre che al non verificarsi della suddetta condizione sia prevista la restituzione dell’attività donata.

Annotazione prevista dall’art. 13, comma 6 del decreto legislativo n. 117/2017 e successive modificazioni ed integrazioni. L’ente deve documentare il carattere secondario e strumentale delle attività di cui all’art. 6 del decreto legislativo n. 117/2017 e successive modificazioni ed integrazioni.

Rendiconto previsto dall’art. 48, comma 3 del decreto legislativo n. 117/2017 e successive modificazioni ed integrazioni. L’ente deve inserire un rendiconto specifico, dal quale devono risultare, anche a mezzo di una relazione illustrativa, in modo chiaro e trasparente, anche le entrate e le spese relative a ciascuna delle celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione effettuate occasionalmente di cui all’art. 79, comma 4, lettera a) del decreto legislativo n. 117/2017 e successive modificazioni ed integrazioni, ai sensi dell’art. 87, comma 6 dello stesso.

Altri debiti – debiti che non rientrano nelle precedenti voci. Accolgono anche i debiti verso volontari per rimborsi spese, verso dipendenti e collaboratori per prestazioni lavorative

Rendiconto gestionale

Costi e oneri/ricavi, rendite e proventi da attività di interesse generale – componenti negativi/positivi di reddito derivanti dallo svolgimento delle attività di interesse generale di cui all’art. 5 del decreto legislativo 2 agosto 2017, n. 117 e successive modificazioni ed integrazioni, indipendentemente dal fatto che queste siano state svolte con modalità non commerciali o commerciali.

Proventi da contratti con enti pubblici – proventi derivanti da accordi con enti di natura pubblica aventi carattere sinallagmatico, in cui sia previsto un corrispettivo a fronte di un servizio reso/di un bene fornito.

Contributi da enti pubblici – proventi derivanti da accordi, quali le convenzioni, non caratterizzate da un rapporto di sinallagmaticità.

Proventi del 5 per mille – proventi derivanti dall’assegnazione a seguito della pubblicazione dell’elenco finale dei beneficiari, delle preferenze espresse e del valore del contributo del 5 per mille secondo quanto riportato nel sito dell’Agenzia delle entrate.

Erogazioni liberali – atti che si contraddistinguono per la coesistenza di entrambi i seguenti presupposti: a) l’arricchimento del beneficiario con corrispondente riduzione di ricchezza da parte di chi compie l’atto; b) lo spirito di liberalità (inteso come atto di generosità effettuato in mancanza di qualunque forma di costrizione).

Erogazioni liberali vincolate – liberalità assoggettate, per volontà del donatore, di un terzo esterno o dell’Organo amministrativo dell’ente, ad una serie di restrizioni e/o di vincoli che ne delimitano l’utilizzo, in modo temporaneo o permanente.

Erogazioni liberali condizionate – liberalità aventi una condizione imposta dal donatore in cui è indicato un evento futuro e incerto la cui manifestazione conferisce al promittente il diritto di riprendere possesso delle risorse trasferite o lo libera dagli obblighi derivanti dalla promessa. Costi e oneri/ricavi, rendite e proventi da attività diverse – componenti negativi/positivi di reddito derivanti dallo svolgimento delle attività diverse di cui all’art. 6 del decreto legislativo 2 agosto 2017, n. 117 e successive modificazioni ed integrazioni, indipendentemente dal fatto che queste siano state svolte con modalità non commerciali o commerciali.

Costi e oneri/ricavi, rendite e proventi da attività di raccolta fondi – componenti negativi/positivi di reddito derivanti dallo svolgimento delle attività di raccolta fondi occasionali e non occasionali di cui all’art. 7 del decreto legislativo 2 agosto 2017, n. 117 e successive modificazioni ed integrazioni.

Costi e oneri/ricavi, rendite e proventi da attività finanziarie e patrimoniali – componenti negativi/positivi di reddito derivanti da operazioni aventi natura di raccolta finanziaria/generazione di profitti di natura finanziaria e di matrice patrimoniale, primariamente connessa alla gestione del patrimonio immobiliare, laddove tale attività non sia attività di interesse generale ai sensi dell’art. 5 del decreto legislativo 2 agosto 2017, n. 117 e successive modificazioni ed integrazioni. Laddove si tratti invece di attività di interesse generale, i componenti di reddito sono imputabili nell’area A del rendiconto gestionale.

Relazione di missione Parti correlate

Per parti correlate si intende: a) ogni persona o ente in grado di esercitare il controllo sull’ente. Il controllo si considera esercitato dal soggetto che detiene il potere di nominare o rimuovere la maggioranza degli amministratori o il cui consenso è necessario agli amministratori per assumere decisioni; b) ogni amministratore dell’ente; c) ogni società o ente che sia controllato dall’ente (ed ogni amministratore di tale società o ente). Per la nozione di controllo delle società si rinvia a quanto stabilito dall’art. 2359 del codice civile, mentre per la nozione di controllo di un ente si rinvia a quanto detto al punto precedente; d) ogni dipendente o volontario con responsabilità strategiche; e) ogni persona che è legata ad una persona la quale è parte correlata all’ente.

Costi e proventi figurativi

I costi e i proventi figurativi sono quei componenti economici di competenza dell’esercizio che non rilevano ai fini della tenuta della contabilità, pur originando egualmente dalla gestione dell’ente. Un esempio di costi figurativi è dato dall’impiego di volontari iscritti nel registro di cui all’art. 17, comma 1, del decreto legislativo n. 117 del 2017, calcolati attraverso l’applicazione, alle ore di attività di volontariato effettivamente prestate, della retribuzione oraria lorda prevista per la corrispondente qualifica dai contratti collettivi di cui all’art. 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, così come un esempio di proventi figurativi è riferibile alla traduzione in termini economici dell’apporto che i volontari forniscono attraverso lo svolgimento della propria attività personale, spontanea e gratuita.

—> Alcune risposte alle domande più frequenti e comuni sui modelli di rendicontazione le puoi trovare già QUI.

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