Imparare e applicare: una panoramica sulla formazione dei civilisti

La mente non ha bisogno, come un vaso, di essere riempita, ma, come legna da ardere, di una scintilla che l’accenda. Così scriveva Plutarco ne “L’Arte di ascoltare” e noi non possiamo che condividere: d’altronde, lo stimolo, la partecipazione, la responsabilità e l’attenzione per l’altro sono fra i valori fondanti di Vol.To, cosa che non potrebbe mai non passare attraverso un impegno profondo per la formazione dei propri operatori volontari. Anche quest’anno il CSV ha dato avvio ai suoi 24 progetti di Servizio Civile Universale, a cui partecipano 92 operatori volontari in 32 enti diversi e distribuiti sul territorio di Torino, Cuneo, Vercelli, Biella, Aosta. Una vera e propria costellazione di enti che, pur facendo tutti riferimento all’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile, hanno un larghissimo ventaglio di campi d’azione e di competenze utili da trasmettere ai loro civilisti.

Già, perché lo sviluppo, l’allargamento e l’approfondimento di skills e competenze per il mondo del lavoro sono fra gli obiettivi fondamentali sia degli enti – che hanno tutti attivato dei corsi di formazione specifica – che degli studenti, come emerso dal più recente degli incontri di formazione generale, tenutosi alla sede di Vol.To, in Via Giovanni Giolitti 21, a Torino. Il Centro Servizi ha infatti messo a disposizione i suoi locali e la sua esperienza nel terzo settore per creare dei percorsi formativi trasversali e fornire a tutti i civilisti i primi strumenti utili per l’inizio del loro servizio. Scopo primario della formazione generale di Vol.To sarà quello di creare un ambiente sano e inclusivo, dove ogni ragazzo e ragazza in servizio avranno la possibilità di imparare le basi del lavoro che stanno svolgendo, la storia del SCU e la mission del Centro Servizi, ma anche di creare nuovi legami e contatti con realtà che magari non si immaginano nemmeno di conoscere.

Proprio durante le più recenti giornate di formazione, i ragazzi si sono impegnati in una vera e propria sessione di brainstorming per dare delle definizioni di “Servizio Civile” e riuscire a determinare quali sono le caratteristiche, le opportunità, le occasioni che esso offre. La parola “competenze”, come si diceva, è stata una delle più gettonate, ma non solo: l’entrata nel mondo del lavoro, il fare esperienza, l’avvicinarsi al terzo settore, l’ottenere un attestato ufficiale che certifichi il proprio percorso; e allontanandoci dall’ambito lavorativo, i civilisti stessi hanno anche fatto emergere come il SCU sia un’occasione d’oro per arricchirsi personalmente ed eticamente, sentirsi utili, dare supporto a categorie della società fragili e con minori opportunità, fare informazione sui grandi temi e battaglie sociali e civili della nostra epoca. Tutti elementi questi che, manco a dirlo, sono emersi nella sezione successiva della giornata di formazione, in cui è stata introdotta la storia del Servizio Civile e dell’obiezione di coscienza.

Il percorso formativo generale avrà durata di sei mesi, con l’ultimo incontro a Novembre; si terranno sempre nella sede di Vol.To e cercheranno di affrontare tutti i compiti e le attività che i civilisti dovranno affrontare nei loro rispettivi enti: in incontri futuri si parlerà di progettazione, di identità civica e delle diverse forme di cittadinanza, di strategie per la comunicazione interpersonale, del lavoro della Protezione Civile; a questi incontri ogni ente affiancherà il percorso di formazione specifica, che andrà a fornire ai civilisti le competenze più tecniche e settoriali necessarie allo svolgimento del loro lavoro nell’ottica del progetto a cui hanno aderito. Per esempio, i civilisti di ImPARIamo Ancora – progetto seguito proprio dal Centro Servizi di Vol.To e di cui il sottoscritto fa parte – stanno apprendendo tattiche per la progettazione didattica e per l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole, con l’obiettivo di portare in classe i temi dei diritti civili e delle discriminazioni, con ovvio intento divulgativo.

Antonino Idone

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