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Donazioni e lasciti testamentari per gli ETS

Una delle possibili risorse cui possono accedere gli ETS è notoriamente rappresentata dalla ricezione di donazioni e lasciti testamentari. Tale possibilità, ripetutamente contenuta all’ interno del Codice del Terzo Settore (e talora espressamente richiamato, come negli articoli 33 e 38), costituisce la prosecuzione di disposizioni storiche (come ad esempio l’analoga previsione dell’art. 5 della legge-quadro sul Volontariato del 1991) e sta divenendo sempre più significativa e rilevante per molti Enti (vedi le campagne che svariati Enti organizzano per l’informazione sull’argomento e l’incentivazione di eventuali lasciti). Per conoscerne un po’ meglio i meccanismi proviamo a fare un piccolo approfondimento in materia.

1. Cominciamo ad esaminare i lasciti testamentari (disposti cioè “mortis causa”)

Innanzitutto distinguiamo l’eredità (che riguarda l’universalità dei propri beni – sia integralmente che in quota con altri soggetti) dal legato (che riguarda particolari beni o diritti, anche qui con destinazione integrale o in quota con altri soggetti).

Per quanto riguarda l’eredità, l’Ente destinatario deve sempre accettare tale disposizione con beneficio d’inventario (cfr. art. 473 e seguenti codice civile) per evitare che essa sia passiva (ovvero che contenga debiti superiori al valore dei beni o diritti trasferiti). La procedura di accettazione è piuttosto semplice e può anche portare alla rinuncia all’eredità da parte dell’Ente beneficiario.

Il legato invece non prevede una accettazione (art. 649 codice civile).

L’eredità e il legato, inoltre, possono prevedere un onere (art. 647 c.c.), ovvero un vincolo per il destinatario ad adempiere ad un particolare obbligo economico o morale. Esiste però una differenza sostanziale: nell’eredità il valore economico dell’onere non ha limite, mentre nel legato esso non può eccedere quello dei beni o diritti ricevuti (art. 671 c.c,)

Da rammentare infine che in presenza di famigliari ogni persona può devolvere all’ETS solo la quota disponibile del proprio patrimonio, pena l’impugnazione da parte degli altri aventi diritto: ad esempio, in caso di presenza del coniuge e un figlio la quota disponibile è 1/3; nel caso vi sia il coniuge ma nessun figlio ½, ecc.

2. La donazione rappresenta invece un atto tra vivi.

Le persone fisiche possono donare particolari beni o diritti agli ETS, tramite un atto redatto dal notaio (art. 769 c.c.). Anch’esse possono essere gravate da un onere (art. 793 c.c. ) che – come per i legati – non può eccedere il valore del bene o diritti donati.

Dal punto di vista fiscale, il 2° comma dell’art.82 del Codice del Terzo settore (D.Lgs 117/2017) prevede per tutti gli Enti del Terzo Settore (comprese le cooperative sociali ma escluse le Imprese Sociali costituite in forma di società) l’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni e dalle imposte ipotecarie e catastali.