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Jeshua

Il 17 giugno siamo state a trovare Clelia e Chiara alla scuola materna Regina Pacis, dove svolgono il loro Servizio Civile; ci hanno accolto insieme a Gianpiero, il loro OLP, e insieme ci hanno portato per i locali della piccola ma coloratissima scuola che ospita ben 58 bambini. Gianpiero ci ha raccontato dell’enorme contributo che Clelia e Chiara hanno fornito, non solo in termini di aiuto con i piccoli allievi, ma anche nello spirito di iniziativa che hanno dimostrato e con il quale hanno contribuito ad abbellire un’intera sala dell’edificio. L’immensa sala giochi, dalle calde pareti giallo crema, era infatti interamente pitturata da disegni, scritte, raffigurazioni, citazioni tratte dal Piccolo Principe e una miriade di altri dettagli colorati che le nostre civiliste hanno pensato di portare per rallegrare l’ambiente dei bambini, come se i numerosi giochi sparsi in giro non bastassero! Entrambe hanno trovato il modo mettere le proprie capacità, come quelle di Clelia con il suo background di studio dei beni culturali, al servizio di ciò che era necessario alla scuola, lasciando così la loro personalissima impronta anche una volta finito l’anno di Servizio Civile.

Gianpiero ha elogiato entrambe le sue Civiliste e la maniera in cui sono fin da subito entrate in sintonia fra loro, coi ritmi della scuola e con i bambini: per i quali sono ormai diventate un punto di riferimento al pari delle altre maestre. Anche Clelia e Chiara si sono dette molto contente della scelta effettuata e hanno espresso più di un apprezzamento per la formazione attenta e completa che hanno ricevuto. Abbiamo girato insieme a loro per le due ampie e luminose classi della scuola materna, piene di disegni e lavoretti appesi alle pareti, colme di colori e giochi e ci siamo infine lasciate condurre in cortile, dove i bambini del centro estivo erano intenti a correre e a divertirsi. Tuttavia non ci siamo solo concentrate ad ammirare gli ambienti e ad ascoltare delle attività che venivano organizzate per i più piccoli, perché Gianpiero ha anche speso molto tempo a raccontarci qual era la filosofia educativa e pedagogica che guidava l’operato del direttivo scolastico. Ci ha sottolineato l’importanza che veniva data alla coerenza dell’adulto, che se deve intimare a un bambino di abbassare la voce non può farlo urlando, e ribadito la necessità di rendersi conto che i bambini sono piccoli umani che possono capire qualsiasi cosa, se viene loro spiegata nel giusto linguaggio e soprattutto ponendosi al loro senza livello: abbassandosi per guardarli negli occhi e spiegare loro perché hanno sbagliato o chiedere loro la ragione di un comportamento scorretto, così da poter risolvere qualsiasi diverbio parlando e spiegando le ragioni dei propri rimproveri così che diventino costruttivi e utili e assolvano al loro scopo primario.

Tutti dettami che ci ha raccontato avere passato a Clelia e Chiara fin dal primissimo e intensissimo giorno. Abbiamo anche scoperto con stupore del suo intento di organizzare laboratori di scacchi adeguati al metodo di pensiero dei bambini nella fascia di età 3-5 anni, nonché di tutte le splendide iniziative che la scuola ha in mente di portare avanti per proseguire la propria opera educativa e formativa: con passione, fiducia e impegno.

“Si educa molto con quello che si dice, ancor più con quel che si fa, molto più con quel che si è”.  –  Sant’Ignazio di Antiochia

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